Hai mai sentito frasi come “Il leader guida con l’esempio?”, “Un buon leader ascolta più di quanto parli”, “Il leader non comanda, ispira”? Bene, le tre parole chiave che emergono da queste frasi piuttosto comuni sono: guida, ascolto, ispirazione.
Essere leader oggi nel mondo del lusso e dell’ospitalità, e anche in altri settori, comporta scelte, responsabilità, attitudini e approcci intraprendenti, ma attenzione: essere leader non significa per forza ricoprire un ruolo “al vertice”, di un’organizzazione.
In questo articolo vedremo insieme cosa significa essere leader, cosa non significa e, soprattutto, qual è l’ingrediente prezioso per sviluppare una leadership solida, consapevole ed etica.
Partiamo dalle basi: cosa significa essere leader?
Per rispondere a questa domanda, possiamo prendere in prestito le tre parole viste poco fa:
- Guida: essere leader significa saper guidare gli altri e se stessi. Significa saper guidare le proprie scelte e aiutare i propri collaboratori verso una visione e missione comune. Non solo, significa anche saper guidare il proprio pensiero critico, strategico, consapevole e innovativo.
- Ascolto: essere leader significa ascoltare le proprie e altrui emozioni, idee, sensazioni, favorendo il dibattito costruttivo, la reciproca comprensione per raggiungere obiettivi comuni.
- Ispirazione: un/a leader sa ispirare gli altri attraverso l’esempio personale che deve essere coerente, allineato ai valori etici della persona e dell’azienda. Saper ispirare significa anche supportare le persone affinché possano crescere individualmente come persone e come professionisti.

Per chi lavora in hotel, in una boutique o in qualsiasi altro ambiente di lusso, saper intrecciare questi tre significati e farli convergere nella propria professione è non solo una missione lavorativa e personale, ma anche un obiettivo che si riflette agli occhi del consumatore: se un ospite o un cliente si sente guidato lungo la propria esperienza, si sente ascoltato in ogni momento e ispirato significa che stiamo facendo un ottimo lavoro.
E, attenzione: non solo i manager hanno questa responsabilità; tutti i collaboratori all’interno di un hotel o azienda hanno il dovere professionale di essere responsabili del proprio impatto lavorativo in un team e del proprio impatto nei confronti dell’ospite e/o cliente.
Bisogna precisarlo: cosa NON è un/a leader?
Ora che abbiamo dato una breve e chiara idea di cosa significa essere leader, vediamo nel dettaglio cosa non è un leader e lo facciamo utilizzando sempre tre punti chiave:
- Un/a leader non impone: essere leader significa non imporre decisioni affrettate, imporre idee per assolutismi o regole senza ragionamenti alla base. È fondamentale ascoltare punti di vista differenti, prendere in considerazioni idee e ragionamenti che apparentemente si discostano dalla propria linea di pensiero e solo poi, decidere di intraprendere un percorso specifico per raggiungere un obiettivo coinvolgendo attivamente le altre persone.
- Un/a leader non sfrutta: non sfrutta la propria posizione, delegando eccessivamente attività e responsabilità solo per poter poi puntare il dito verso altre persone, dicendo “questa cosa l’avevo delegata a te, è colpa tua se…”. Un/a leader non sfrutta le altre persone, il loro carico mentale, le loro competenze solo per prendersi i meriti alla fine e senza valorizzare l’apporto prezioso di ogni componente del team.
- Un/a leader non dà per scontato: essere leader significa non dare per scontate le persone che lo/a circondano, non dare per scontato il tempo i membri di un team dedicano a un progetto specifico o l’energia e l’entusiasmo che i collaboratori investono nel loro ruolo e nella loro professione.
Come abbiamo detto poco fa, queste caratteristiche non si riferiscono solo a chi ricopre ruoli manageriali, bensì a tutti i collaboratori, a ogni livello e con ogni ruolo. Solo se tutti sono responsabili e hanno un’attitudine lavorativa di alto livello, un’azienda può crescere sotto il punto di vista umano.

Per essere leader ci vuole coraggio
Parliamoci chiaro, ci vuole coraggio ad assumersi responsabilità e a mettersi in gioco attivamente e costantemente, come persone e come professionisti.
Ci vuole coraggio ad alzare la testa quando un processo, un comportamento o una dinamica non è corretta dal punto di vista valoriale, etico o va contro l’ideologia e gli obiettivi dell’azienda.
Ci vuole coraggio a prendere decisioni, anche difficili. Questo perché alcune scelte possono avere un impatto significativo sull’organizzazione e bisogna essere consapevoli delle conseguenze, le responsabilità che derivano da scelte ponderate.
Ci vuole coraggio per difendere i propri valori e quelli dell’azienda. Un/a leader deve essere disposto/a a difendere i propri valori e principi, così come quelli dell’organizzazione, anche quando ciò può essere impopolare o comportare giudizi da parte di altre persone.
Ci vuole coraggio ad accettare e imparare dagli errori: ammettere i propri errori e imparare da essi richiede umiltà, coraggio e consapevolezza. Solo se questo avviene possiamo diventare un esempio di crescita e miglioramento.
Ci vuole coraggio a promuovere un cambiamento, specialmente quando il cambiamento è necessario e fondamentale per il benessere aziendale. Guidare il cambiamento significa sfidare anche lo statu quo e lavorare duramente per far emergere nuove idee e nuove strategie.
Ci vuole coraggio ad essere autentici. Essere leader significa anche mostrare la bellezza dell’essere umani, vulnerabili e genuini. Solo così possiamo costruire relazioni e connessioni basate sulla reciproca fiducia.
Ci vuole coraggio a sostenere la diversità. Essere leader di ruolo e anche di fatto a tutti i livelli aziendali significa promuovere un ambiente aziendale in cui esiste la diversificazione di competenze, di pensiero, e culturale. Questo abbatte pregiudizi e unisce le persone, anziché dividerle.
Ci vuole coraggio ad Essere, punto. Bisogna essere consapevoli che le parole esprimono ciò che pensi, ma i fatti dimostrano ciò in cui credi. Lasciamo spazio a fatti concreti, ad azioni vere, reali e durature.
Essere leader significa questo: navigare i mari della vita a vele spiegate e con le mani ferme sul proprio timone.
Come sviluppare la leadership nel lusso e nell’ospitalità?
Sviluppare la leadership a livello manageriale e a ogni livello dell’organizzazione richiede impegno, costanza e soprattutto volontà di cambiare la situazione attuale.
Per fare questo, intraprendere un percorso formativo e consulenziale può rappresentare il primo passo importante. Se desideri conoscere la nostra metodologia e le nostre proposte per il tuo hotel e/o azienda, contattaci a info@hospite.it e scopri di più sulla nostra pagina dedicata: clicca qui.
Martina Dalla Vedova
Marketing Manager Hospite S.r.l.